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SPIRITS
(2009)

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Spirits

Spiriti inquieti, spiriti dell’alcol.
Personaggi reali, immaginari, eroici, miserabili, animaleschi, ordinari, tormentati.
Il dubbio, l’incertezza, il destino imprevedibile, l’effimero: la sensazione disarmante di non avere più punti di riferimento, di tirare avanti per inerzia con una cappa di smarrimento e di inutilità che pervade ogni gesto, perchè - come dice Bob Dylan in “Man In The Long Black Coat” - «La gente non vive e non muore, la gente semplicemente galleggia».
Le strade sono diverse nel percorso di ognuno e non conducono tutte alla stessa destinazione.
I compagni di viaggio sono accidentali, labili e fugaci: l’alcol, l’isolamento, l’evasione dalla realtà, l’amore, la meditazione, la rabbia, l’illusione, la ribellione, il ricordo.

Il tentativo di redenzione è rappresentato dai due personaggi reali dell’album, attraverso l’eroismo, l’incoscienza e lo sberleffo del giovane partigiano Silvio Corbari e la pittura di Henri de Toulouse Lautrec, un artista scomodo, denigrato ed emarginato dai suoi contemporanei per aver rappresentato senza edulcorazioni la “feccia” della sua epoca: i suoi dipinti che ritraggono gli sbandati, i miserabili, le prostitute ed i frequentatori di bordelli non vogliono essere opere di denuncia sociale, nè morale, ma rappresentano con cinismo e sarcasmo il disprezzo del pittore per le convenzioni, per il conformismo e per i benpensanti che dominavano, in quel tempo, il mondo dell’arte.

Silvio Corbari era un ventenne faentino, con un talento per la recitazione ed il travestimento: durante la Resistenza, formò una banda di partigiani che inferse duri colpi alle truppe nazi-fasciste, non solo sul piano militare. L’episodio riportato nel testo di “A Pig On A Lead” è realmente accaduto e viene narrato nel libro “Ribelli” di Pino Cacucci.
Nel 1943, il paesino di Tredozio era occupato da un grosso contingente di milizie fasciste e Corbari non disponeva di forze sufficienti per tentare un attacco. Ma avvertì sprezzantemente il comandante della guarnigione che si sarebbe recato in paese un determinato giorno. I fascisti si disposero per la difesa armati di tutto punto, ma nel giorno stabilito videro entrare a Tredozio solo un vecchio contadino, lacero e malandato, con un maiale al guinzaglio. Il resto della storia viene descritto nel testo della canzone.

“La Buveuse” ritratta da Toulouse Lautrec è la modella Suzanne Valadon, nome d’arte di Marie-Clementine Valade, lei stessa pittrice e madre di Maurice Utrillo.
Ma Toulouse Lautrec, nel suo dipinto, si ispira a figure femminili ben più tragiche, come ad esempio Jane Avril, ballerina, cantante e attrice parigina: la sua fortuna ha inizio al Moulin Rouge, dove si esibisce con il nome di Mélinite. Vedette dei migliori locali notturni della capitale francese, raggiunge l’apice del successo tra il 1890 e il 1894 al Jardin de Paris e alle Folies Bergére. Dal 1926, rimasta senza un soldo alla morte del marito, trascorre gli ultimi anni della sua vita fra mille stenti, annegando i ricordi nell’assenzio e finendo miseramente la sua esistenza fra le mura di un ospizio.

Track list
1. Just Like Animals
2. A Pig On A Lead
3. Alice
4. Leave Me A Drain
5. Circus Of Fools
6. La Buveuse
7. Man In The Long Black Coat
8. Dried Leaves
9. Lay Down
10. The Sea Is Down
11. Pancho & Lefty











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