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FREAK SHOW tour 31-01-2009 : Pavia - Spazio Musica Che lo Spazio Musica di Pavia
sia la casa naturale dei Cheap Wine lo si è
visto sabato 31 gennaio quando in un locale pieno di fans e amici i
quattro pesaresi hanno dato vita ad un concerto memorabile per energia
e buone vibrazioni riversando sui presenti un TIR pieno di rock' n'roll.
Non è la prima volta che i Cheap Wine incendiano
lo Spazio Musica ma questa volta la deflagrazione è stata totale
e per tre ore i presenti sono stati tempestati da un rock al calor bianco
che ha visto le chitarre, quelle acustiche di Marco Diamantini e quelle
elettriche del fratello Michele, andare a spasso con il basso criminale
di Alessandro Grazioli e con il drumming di Alan Giannini, il nuovo
batterista di ottima tecnica che ha fugato ogni dubbio sulla possibilità
di sostituire degnamente Zano Zanotti. C'era attesa per il loro show
visto che l'ultimo disco, Freak Show,
risale al 2007 e la sostituzione di Zano ha richiesto tempo ed un nuovo
entusiasmo dopo un comprensibile periodo critico. Alla luce del concerto
visto a Pavia si può affermare che i Cheap Wine
sono rinati, suonano ancora meglio di prima ed un nuovo album è
all'orizzonte, pare più improntato ad una ricercata complessità
acustica.
FREAK SHOW tour 19-04-2008 : Pavia - Spazio Musica They're back. Si, decisamente
sono tornati. Loro, i magnifici quattro, i ragazzi di Pesaro con Rock
al posto del sangue nelle vene. E non è un caso che, per presentare
la nuova formazione, i Cheap Wine abbiano scelto, dopo
una serata marchigiana di collaudo al Fuzz, il celeberrimo palco dello
Spaziomusica a Pavia.
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MOVING tour 26-11-2005 :
Pavia - Spazio Musica |
| Nessuno sponsor,
nessun manager, niente pubblicità, niente marketing, nessun gadget,
nessun contratto, nessun ufficio stampa isterico, niente di niente.
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MOVING
tour 26-11-2005 : Pavia - Spazio
Musica
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Il primo concerto on demand che la storia
del rock'n'roll ricordi.
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CRIME STORIES
tour 17-01-2004 :
Somma Lombardo (Va) - Joe's Café
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La mia amara impressione è che i Cheap
Wine in Italia non avranno mai successo: troppo bravi, troppo rock,
troppo estranei alle logiche del mercato e dei compromessi.
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CRIME STORIES
tour 09-08-2003 :
Marzi (Cs) - Anfiteatro
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Che nome dare al rock ad oltre 50 anni dai
suoi primi vagiti? Se guardiamo in casa nostra, possiamo dire senza ombra
di dubbio: Cheap Wine! Il breve tour estivo tenuto in Calabria
dal gruppo di Pesaro, ha confermato questa convinzione, soprattuttodopo
il concerto tenuto a Marzi (CS), il migliore senza ombra di dubbio per
rispondenza del pubblico, qualità del suono e performance della
band. Il piccolo comune dellarea del Savuto, si è distinto
come al solito per le capacità organizzative, che hanno offerto
ai musicisti le condizioni ideali per esprimersi al meglio. E Michele
Diamantini e compagni non si sono risparmiati per le quasi due ore
di durata di uno show che ha ristabilito i giusti confini del concerto
rock: solida sezione ritmica, grandi canzoni ed un chitarrista capace
di tradurre la superlativa abilità tecnica in calore e sentimento.
Il meglio del repertorio scritto da Marco Diamantini e soci, pubblicati
in quattro album, più alcune cover tratte dal repertorio di Bob
Dylan ("One More Cup Of Coffe" e "Hurricane"),
provate in vista di uno spettacolo a tema curato dal critico Riccardo
Bertoncelli, che andrà in scena tra alcune settimane a Pesaro.
Energia profusa a piene mani, sorretta dal drumming preciso di Francesco
Zanotti, cheinsieme al basso di Alessandro Grazioli rappresentano
il motore di questo gruppo legato indissolubilmente ai canoni tradizionali
del rock, quello che lega lepica di Springsteen con il vigore di
Neil Young, la poetica di Dylan con gli acidi melodici del movimento paisley
che rinverdì il rock americano a metà anni ottanta. Tutto
frullato in una miscela che non suona per niente retrò. Merito
soprattutto del songwriting di Marco Diamantini che ha un suo preciso
marchio di fabbrica. Canzoni che hanno qualche anno sulle spalle come
"Angel", "Set
Up a Rocknroll band", "Bad
Guy" e "A Blaze In
The Dark" si muovono ancora bene inframmezzati tra
gli inni proposti dal nuovo repertorio pubblicato lo scorso anno in Crime
Stories. Brani come "Reckless",
"Coming
Breakdown",
"Scatterbrain" e
"Waiting For a Fight"
hanno scaldato il pubblico concedendogli solo piccole pause, con le ballate
"Murderer
Song" e
"I Like Your Smell"
sino al colpo del ko rappresentato da una stupefacente e lunghissima
"Temptation",
con i diciotto (!) minuti di assolo di Michele Diamantini che hanno
materializzato per un attimo il fantasma di Jimi Hendrix sul palco di
Marzi. Un concerto strepitoso concluso con la cavalcata elettrica di "Castaway"
e lultimo omaggio a Dylan, con la classica "Like A Rolling
Stone" cantata in coro insieme al pubblico.
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A
BETTER PLACE tour 9-12-1999 : Pisa - Borderline
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"Per noi è stata una grande serata!"
Così ha chiuso Marco Diamantini prima di ricordarci che il rock'n'roll
non morirà mai, aiutato dall'energia dirompente del migliore Neil
Young, padre della splendida ed emozionante "My My, Hey Hey".
Steve Wynn, John Mellencamp, Tom Petty, Green
On Red, non ascoltati superficialmente, ma nutrendosene direttamente
dalle radici... questo costruisce il suono di quella che per noi pubblico
è stata una grande serata! Riesco ad assistere al soundcheck pomeridiano,
dove l'ottimo Maurizio, fonico di fiducia del Borderline, fa un lavoro
perfetto, facendo vibrare la Les Paul sul palco in maniera limpidissima,
insieme a voci, armonica, basso e batteria: formazione canonica. Mi colpisce
subito la loro umiltà e la voglia di suonare come necessità
di espressione, qualità che purtroppo sta diventando una rarità
anche fuori dal mainstream, causa megalomania o strisciante avidità.
Il concerto coinvolge fin dall'inizio, "A
better place", title-track dall'album autoprodotto, è
una delle più belle ballate sentite di recente: il testo ti entra
subito in circolo, richiamando l'ideale fuga "on the road" alla ricerca
del sogno in cui credere, sempre attuale! Devo citarli: "You know we've
left this town and now we can't go back we're gonna find a better place
or we won't stop at all..." Non c'è dubbio che i Cheap Wine
non si fermeranno mai, fedeli ai loro riff sanguigni e alle loro immagini
senza confini, mezzi indispensabili per raggiungere their own best place,
fatto di emozioni forti e coerente indipendenza, il tutto scandito da
un'unica colonna sonora: il rock più primordiale, quello da respirare
fino in fondo! "and rock'n'roll will never die ... "
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A
BETTER PLACE tour 13-3-1999 : Fano (PU) - La Fuente
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Che la dimensione live fosse la più
consona ai Cheap Wine, che fanno della devozione al più
genuino rock'n'roll delle radici il punto di forza della loro proposta,
era ben noto a chi segue da tempo la compagine pesarese. Stupiscono,
semmai, la disinvoltura e la personalità con cui Marco Diamantini
e compagni si muovono oggi sul palco. L'infuocato e sanguigno concerto
tenuto alla Fuente costituisce in tal senso la conferma più evidente
della piena maturazione artistica di una band che ormai ha elaborato
una propria, personale cifra stilistica: l'incipit affidato a "You've
got to stand for something" di John Mellencamp e le altre
cover disseminate in una scaletta più che generosa vanno perciò
lette come un atto d'amore e di onestà intellettuale nei confronti
di fondamentali "padri putativi". Nulla di più. I momenti clou
dell'esibizione sono infatti appannaggio delle tracce di "Pictures"
e di "A Better
Place" che - in virtù delle svisate blues
e "southern rock" del talentuoso chitarrista Michele Diamantini, della
puntualità della sezione ritmica e della superba interpretazione
vocale di Marco - si aprono ad inaspettate soluzioni: emblematico il
caso di "Among the stones"
che, abbandonata l'originaria veste acustica in favore di un arrangiamento
elettrico ben più corposo, riesce a sedurre con ricami chitarristici
in stile western, citazioni morriconiane e tenui passaggi psichedelici.
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